COVID-19: Riflessioni e cambiamenti per superare le difficoltà

Ciao Amici, come state?

In questa emergenza di covid-19 so che forse è la domanda che vi sentite fare più spesso, ma è anche la più importante per tutte le persone che vi amano e che avete più o meno vicine.

Stiamo vivendo un momento particolare, ognuno di noi con la propria situazione specifica, con le sue difficoltà, con le sue preoccupazioni e consapevolezze…quello che mi sono chiesto io e che mi piacerebbe chiedere anche a voi è:

Che messaggio ci sta arrivando? Cosa ci sta dicendo il mondo? Cosa ci dice la Natura?

Per quanto mi riguarda, sono convinto che la natura ci stia parlando, in modo chiaro, diretto e forte. Non ci dimentichiamo che siamo ospiti di questo pianeta e che a farla da padrona è sempre lei…la natura!

Ci ha dato tutto con i suoi elementi primari. Abbiamo da sempre tutti gli strumenti e le risorse per vivere in pace e in serenità, ma nel tempo ce ne siamo dimenticati, non sempre abbiamo avuto rispetto per lei e neanche per chi abita questo pianeta insieme a noi.

Ecco che la natura, dopo tutti i segnali forti che non abbiamo recepito, alla sua maniera, ci fa capire che siamo arrivati ad un punto di non ritorno e che saremo costretti ad affrontare una fase di cambiamento, di trasformazione.

Adesso con il covid-19 siamo fermi e chiusi nelle nostre case, con la maggior parte delle attività lavorative ferme. Non si tratta di una catastrofe come un terremoto che ti distrugge la casa e che ti costringe ad affrontare soprattutto situazioni “pratiche”. Si tratta di una emergenza che ci costringe a riflettere, a guardare dentro noi stessi, a capire chi siamo e cosa vogliamo. (In questi giorni ho condiviso sulla mia pagina il video di @Darinkamontico che trovi qui sotto e ti consiglio di guardarlo).

Questa è la verità. 🙏 #ascolta #fermati #cambia

Posted by Alberto Gava on Monday, March 16, 2020

É l’opportunità per andare veramente in profondità!

Possiamo riscoprire i valori veramente importanti per noi. Possiamo concentrarci su ciò che conta davvero, non solo sul materialismo che spesso prende il sopravvento.

Adesso siamo costretti a tornare con i piedi per terra: noi abbiamo una responsabilità in primis verso noi stessi, poi verso gli altri. Il vero valore non è rappresentato da un bene materiale, ma da quanto siamo capaci di evolverci, di lavorare su noi stessi e di crescere come esseri umani.

Io ero già abituato a una modalità del genere. Nonostante fossi già “dentro” questa modalità di lavoro su me stesso, vedere che tutto si era fermato, mi ha dato un nuovo stimolo, per fermarmi ulteriormente, riprendere e aggiungere alla mia quotidianità alcuni rituali che mi offrono la possibilità di andare ancora più in profondità, di vivere questa emergenza covid-19 con energia positiva, di essere impegnato quasi più di prima, ma con un focus diverso, più importante, me stesso!


Premesso che ognuno si costruisce la propria giornata nel modo che ritiene più in linea con la propria persona e con le proprie attitudini, vi racconto come inizio le mie giornate in questo periodo.

  • – Mi sveglio alle 6.30
  • – Sorrido
  • – Leggo
  • – Mi alleno
  • – Mi faccio la doccia
  • – Medito, mi concentro e respiro
  • – Prego per le vittime e la situazione
  • – Bevo qualcosa di caldo
  • – Faccio esercizi di coaching
  • – Programmo la mia giornata con una TO DO LIST

Può sembrare un programma complesso da seguire, ma quando diventa “abitudine” porta davvero grandi benefici.

Credo che quella che stiamo vivendo durante questa pandemia di covid-19 sia l’opportunità per prenderci davvero cura di noi stessi. Ci possiamo preparare a ri-partire con la giusta energia, con positività, anche forti di un “reset” personale che ognuno di noi può fare cercando la strada giusta per sé stesso, per abbandonare le cattive abitudini e crearne di “BUONE” per noi e per il nostro futuro.

Come si fa?

Sicuramente possiamo partire con il porci le domande giuste, prima di tutto per interrogarci veramente su chi siamo e su quelli che sono i valori, le convinzioni, e i bisogni importanti per noi.

  • – Chi sei?
  • – Cosa credi di te?
  • – Che cosa è importante per te?
  • – Di che cosa credi di avere bisogno?

Questo è il primo passo per iniziare a lavorare davvero su noi stessi.

AG | Coach

Crescita Personale: Tu sei la soluzione 

Quanto tempo e quante energie dedichi alla tua crescita personale?

Ormai ogni giorno sentiamo parlare di formazione, di auto miglioramento, di ampliamento delle proprie competenze. Io ritengo che siano questioni importanti per ognuno di noi. Possiamo fare molto in questo senso, scegliendo le giuste letture che possano nutrire la nostra mente e studiando ogni giorno. Ma spesso questo non basta. Spesso c’è l’esigenza di essere seguiti da qualcuno che possa aiutarci a ottimizzare il nostro tempo e a costruire un percorso giusto per noi e per le nostre attitudini.

Questo è quello che faccio con i miei percorsi di Unconventional coaching.

In ogni percorso per ogni nuovo cliente, dedico uno degli step alla finalizzazione del talento caratteristico.

Come?

Grazie ad un lavoro individuale con la persona, mirato a identificare i suoi tratti distintivi, ovvero tutte quelle caratteristiche e “talenti” che lo rendono unico.

Ovviamente ci sono varie modalità per arrivare a questo risultato. Nell’attività di coaching utilizzo numerosi esercizi. Spesso mi piace strutturarli ad hoc per il cliente specifico e per le situazioni che deve affrontare. Questo è fondamentale perché aiuta a far emergere tutte le peculiarità dell’individuo e tutte le attività per le quali queste vengono utilizzate nell’ambito lavorativo e di gestione della struttura.

Alberto Gava Unconventional coach

Alberto Gava Unconventional coach

A che serve tutto questo?

Per tirare fuori ancor meglio tutto il talento dell’imprenditore e tutte le sue potenzialità. In questo modo può arrivare anche ad esprimerle ai membri del proprio staff.

Perché?

Per riuscire a trasmettere non solo delle competenze, ma per dare un concreto aiuto nell’identificazione dei particolari tratti distintivi di ogni singolo collaboratore, valorizzandolo all’interno della struttura che deve gestire.

A questo punto siamo giunti a un risultato importantissimo: tirare fuori l’unicità del Manager e dei suoi collaboratori. In questo modo proiettiamo tutto questo verso un obiettivo preciso: l’unicità della struttura turistica.


Ogni azienda è fatta di persone: saperle valorizzare e rendere “uniche” equivale ad offrire un servizio unico e irripetibile.


Questo è il motivo per il quale nel mio metodo si parte sempre dall’assunto che “TU SEI LA SOLUZIONE!”.

Lavorare su noi stessi e non smettere mai di fare un percorso di crescita personale è il primo importante passo verso obiettivi sempre più ambiziosi e risultati economici in costante crescita. Oltre al business ci saranno importanti benefici anche nella vita privata. L’unconventional coaching, oltre a tirare fuori i talenti nel lavoro, ci aiuta anche a consapevolizzare meglio chi siamo veramente in modo profondo. E’ così che siamo in grado di cambiare anche il nostro approccio verso gli altri.


Se è impossibile controllare ciò che accade, è invece possibile e decisivo riuscire a capire come approcciare i problemi in modo tale che gli ostacoli che incontrerai sul tuo percorso siano semplicemente l’occasione per metterti alla prova. Questo ti consentirà di trasmettere anche allo staff quella sensazione di “leggerezza” che, oltre a farti stare meglio, aiuterà anche chi ti sta attorno a lavorare con maggiore predisposizione e meno negatività.


AG Coach Blog

Crescita personale: tu sei la soluzione!

Quindi, concludendo, vorrei darti alcuni consigli che spero possano essere utili per il tuo percorso di crescita personale:

 

  • Parti sempre da un lavoro individuale per identificare il tuo talento caratteristico. Se ne hai l’opportunità, fatti seguire da un coach.
  • Cerca sempre di trasferire ciò che hai imparato dal lavoro su te stesso anche al tuo staff, cercando, quando possibile di aiutare ogni tuo collaboratore a capire e valorizzare il proprio talento. Questo renderà i tuoi collaboratori più produttivi e farà crescere il tuo business.
  • Una volta effettuato un lavoro su te stesso e sul tuo staff, dedica attenzione alla tua struttura e a tutti quei tratti distintivi che la rendono unica: questo ti permetterà di valorizzarla al massimo e di renderla più facilmente la scelta migliore per i tuoi potenziali clienti.
  • Ricorda sempre che ogni tuo successo dipende dalla consapevolezza che hai del tuo percorso, dei tuoi progressi e della tua unicità.

Come ho scritto unconventional coaching alberghiero

Ti racconto come sono arrivato a scrivere il libro: “Unconventional coaching alberghiero”

Era il 2013, lavoravo come Direttore in una struttura alberghiera. La proprietà mi chiedeva sempre di più, ma dal mio punto di vista avevo già adottato tutte le strategie necessarie per incrementare i profitti.

Nonostante fossi focalizzato sulle persone e concentrato sul profitto, avevo l’impressione che mancasse sempre qualcosa. Avevo bisogno della guida esterna di un esperto che mi potesse accompagnare verso la direzione giusta. Ho trovato la mia direzione grazie al coaching.

Proprio in quel periodo stavo facendo un percorso, nel quale ho trovato un approccio diverso, illuminante! Ho affinato la tecnica, ho studiato e ho iniziato a sperimentarlo anche nel mio lavoro. I risultati sono arrivati e ho capito quanto sarebbe stato utile portarlo nel mio settore, per aiutare tanti altri Direttori e imprenditori alberghieri a fare un check sulla propria situazione.

Ho capito quanto, nonostante i ritmi frenetici del lavoro, fosse importante fermarsi, fare una fotografia della situazione attuale e tracciare una rotta in grado di mostrare il raggiungimento degli obiettivi. Questo mi ha spinto a creare un coaching non convenzionale e “di settore”: qualcosa di innovativo che piano piano si è tradotto in risultati positivi per il business. Sentivo davvero il bisogno di raccontarlo.

Da lì è nata in me l’idea di scrivere un libro. Ho buttato giù tutto ciò che mi era accaduto, che avevo dentro e che secondo me testimoniasse al meglio quello che era stato il mio percorso.

Ecco fatto!

Per me il libro era finito. In realtà mi sono reso conto che quello era solo l’inizio, ma non avevo ancora idea di quanto sarebbe stata lunga la strada.

Ho fatto leggere la bozza del libro a diverse persone, cercando feedback e consigli. Devo dire che non è stata una passeggiata: mi sono sentito dire che era molto autoreferenziale e mi sono sentito fare critiche sul modo in cui era scritto. Tutto questo mi ha fatto riflettere, però mi mancava ancora qualcosa per trovare la direzione che volevo.

Ho pensato di rivolgermi a qualcuno che revisionasse quanto avevo scritto, ma il risultato non era cambiato poi così tanto, perché la revisione rimaneva superficiale, meramente “di forma”. E intanto il tempo passava. Io però sentivo l’esigenza di proporre il mio lavoro e di confrontarmi anche con il mondo delle case editrici, un mondo che non conoscevo e con cui non avevo contatti, quindi mi sono proposto compilando form online per proporre il mio libro e ho inviato tante email.

Chi di voi si è trovato nella mia stessa situazione sa bene di cosa parlo e sa quanto possa essere grande la delusione quando si riceve un rifiuto o peggio ancora, quando non si riceve neanche lo straccio di una risposta. Ci sono stati momenti in cui ho addirittura pensato al self publishing, perché volevo concludere, dare un senso a quello che avevo fatto e in qualche modo vederlo finito, metterci un punto!

La svolta!

Non volevo mollare e quindi ho deciso di chiedere un ulteriore consiglio sul libro alla persona con cui avevo iniziato un percorso di unconventional coaching. Serena Galletti, una professionista del marketing che sentivo in linea con il mio approccio lavorativo e che poi si è dimostrata la persona giusta per aiutarmi in questo percorso.

Con lei il progetto del libro ha preso una nuova direzione nella quale mi ritrovavo di più, anche se seguire questa strada diversa avrebbe significato, modifiche, rivoluzioni e riscritture.

Abbiamo lavorato molto soprattutto alla struttura del libro, confrontandoci su ogni singolo argomento e sviluppandolo. Abbiamo scritto e ri-scritto, sconvolto la scaletta dei capitoli più volte, fino ad arrivare a quella struttura che rappresentasse nel modo migliore la mia esperienza, il mio metodo di Unconventional coaching alberghiero, ma che soprattutto lo rendesse fruibile ai lettori, per iniziare, anche da soli, a metterlo in pratica.

Anche questo lavoro, nel quale non ho mai smesso di confrontarmi e di mettermi in discussione, ha avuto i suoi momenti di sconforto, come è normale che sia. Sono quei momenti che non vorresti raccontare, che fai fatica ad ammettere a te stesso, nei quali non vedi ancora il risultato e non sai neanche se lo otterrai. Beh, quelli sono esattamente i momenti in cui ho trovato utilissimo fermarmi, applicare il mio metodo e ritrovare il focus di cui avevo bisogno. Per poi riuscire ad ottenere davvero il risultato che volevo.

Una casa editrice per “Unconventional coaching alberghiero”

Tutto questo percorso è stato fondamentale e utilissimo per me, anche perché mi ha dimostrato quanto le cose potessero cambiare anche nel momento in cui mi trovavo a proporre il frutto dei miei sforzi. Da numerosi rifiuti e non risposte, improvvisamente mi sono trovato a dover scegliere con quale casa editrice pubblicare, perché ne avevo a disposizione ben tre, che avevano manifestato il loro interesse ed erano pronte ad offrirmi un contratto editoriale.

Ho scelto quella che ritenevo “la più giusta”, non solo per la sua autorevolezza e serietà, ma anche per il “target” di lettori a cui mi volevo rivolgere: Dario Flaccovio Editore, in particolare la collana Web Book.

Sono stati necessari ulteriori tempi “tecnici” prima di arrivare all’uscita del libro, ma adesso manca solo una settimana e non potrei essere più felice e più orgoglioso di essere arrivato a questo risultato. So che potrà sembrare esagerato, ma emotivamente ci sono stati tanti momenti “no”.

A chi di voi volesse affrontare un percorso simile, voglio dare pochi consigli:

  • – Cerca di avere sempre chiara la tua direzione e i tuoi obiettivi
  • – Anche le emozioni negative fanno parte del pacchetto
  • – Non mollare nei momenti in cui ti senti perso/a
  • – Metti in conto invidie, gelosie e critiche più o meno costruttive
  • – Confrontati sempre con le persone di cui ti fidi
  • – Cerca di non lavorare sempre da solo
  • – Cerca sempre stimoli costruttivi per procedere al meglio
  • – Gratificati e sii felice quando ottieni un risultato positivo

Dal mio punto di vista la direzione era chiara. Volevo che la mia esperienza sul campo fosse di aiuto, volevo dare un supporto al settore alberghiero, che fosse innovativo e che avesse a cuore le persone. Volevo comunicare quale fosse la mia arte di accogliere e come ero arrivato a ottenere risultati, rendendo felici i clienti. Spero davvero di esserci riuscito con questo libro e spero che lo leggerete!

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Buona lettura!

Grazie: L’importanza di saperlo dire

GRAZIE! Una piccola parola con un grande significato che spesso sottovalutiamo o al quale non sempre diamo la giusta importanza. Voglio dedicare a questo tema il primo articolo del 2020: la gratitudine.

Quante cose diamo per scontate quando lavoriamo? Ci fermiamo mai a pensare e ad essere grati per i clienti che abbiamo, per le opportunità che ci vengono offerte e per le modalità che abbiamo di mettere in luce le nostre abilità? O più semplicemente, siamo mai veramente grati di cose come un caffè fatto bene e servito con il sorriso?

Magari in certi momenti è più facile rendersene conto, ma la cosa più importante è fermarsi un momento e pensarci.

Quali sono quei grazie che dovremmo imparare a dire in generale?

  1. Ai nostri clienti, che ci offrono ogni giorno nuove sfide e nuove possibilità di dimostrare il nostro valore e le nostre capacità.
  2. Al nostro staff e alle persone che collaborano con noi e che ogni giorno fanno in modo che il nostro lavoro proceda anche quando noi non siamo presenti, mantenendo sempre alto il livello di servizio.
  3. Ai nostri cari, a chi ci supporta ogni giorno e ci incoraggia nel raggiungere sempre nuovi obiettivi senza lamentarsi quando dobbiamo dedicare tanto tempo al nostro lavoro.

La gratitudine ci serve per sviluppare meglio noi stessi e le nostre relazioni, sia professionali che personali. Non si tratta semplicemente di un senso di riconoscenza. In certi casi possiamo provarlo come conseguenza di una situazione. E’ un vero e proprio stato mentale che possiamo cercare ogni volta che vogliamo. Questo stato emotivo ci insegna ad essere grati per le piccole cose di ogni giorno, ma anche quelle più grandi, dandoci sempre maggiori consapevolezze e di conseguenza rendendoci più felici.

Questo approccio ci regala grandi benefici sul lavoro, perché ci aiuta ad affrontare problemi e criticità in modo positivo. Soprattutto ci permette di riconoscere l’importanza del lavoro di ogni persona.

Oggi mi trovo alla fine di un evento durato diversi giorni, nei quali ho avuto a che fare con tante persone che, seppur in ruoli e con mansioni diverse, hanno reso possibile la buona riuscita del mio lavoro. E sento il bisogno di ringraziarli tutti, perché per me ognuno di loro ha significato presenza, professionalità, disponibilità e serietà.

Credo che ci siano diverse modalità per farlo, egualmente importanti, ma che possono passare per canali diversi:

  1. il più diretto: un ringraziamento alla persona, a voce sul posto, durante o alla fine dell’evento. E’ molto importante dare sempre delle motivazioni specifiche. Questo serve a farsì che non rimanga un “grazie” generico, ma che sia un feedback sul lavoro svolto e in generale sulla sua professionalità. Questo Grazie può essere anche comunicato tramite telefono, messaggio o email, ma è comunque un livello di rapporto personale che da quel momento in poi avrà un mattone in più.
  1. Metodi indiretti: ringraziare i responsabili o i direttori parlando esplicitamente e specificatamente di “quella preziosa risorsa” e della sua professionalità. Se possibile dando le motivazioni per le quali quel particolare collaboratore si è distinto ed è stato prezioso per la buona riuscita dell’evento o del lavoro in generale.
  1. Usando i social network, uno dei canali di comunicazione più gettonati, che permette di ottenere maggiore visibilità e condivisione. Spesso un post in cui si ringrazia pubblicamente una persona per il buon lavoro svolto assume un importante ruolo non solo nella costruzione o nel rafforzamento dell’autostima di quella persona, ma anche nella costruzione della reputazione della struttura coinvolta. Se in un post io ringrazio lo chef del ristorante di un hotel in cui ho organizzato il mio evento, darò un importante feedback al professionista, contribuendo alla sua notorietà, ma darò anche un’ottima valutazione alla struttura in cui lo chef lavora.

L’evento a cui ho lavorato era dedicato ad un numero elevato di partecipanti, sono state tante le figure professionali coinvolte. Tutte, e dico tutte, dai dirigenti all’ultimo lavapiatti, hanno svolto un ruolo fondamentale perché tutto andasse secondo i piani.

Ecco perché ho voluto fare a tutti il mio personale ringraziamento. Lo farò anche nei prossimi giorni con un post su facebook. Per rimarcare quanto ognuna delle persone coinvolte sia stata fondamentale, quanto sia stato importante il suo lavoro e quanta gratitudine ci sia per il risultato ottenuto.

Non dimenticate mai di dire “grazie”.

Una vita in vacanza

[UNA VITA IN VACANZA: I MIEI CONSIGLI PER VIVERE ALLA GRANDE]

Quanto sarebbe bello essere sempre in vacanza? Probabilmente è il sogno di molti di voi. Per alcune persone il sogno diventa realtà facendolo coincidere con il proprio lavoro, ma sicuramente non è semplice e non è per tutti.

In questo articolo vorrei darti i miei consigli non necessariamente per trasformare radicalmente la tua vita e decidere di cambiare lavoro per sceglierne uno che ti permetta di viaggiare per la maggior parte del tempo. Semplicemente, vorrei darti qualche spunto per permetterti di trovare la strada che ti faccia vivere bene ogni aspetto del tuo tempo: quello del viaggio di lavoro, quello dell’ufficio, quello della vacanza e quello del tempo in famiglia.

Ognuno di noi ha una propria natura, che ha contribuito notevolmente alla scelta di un percorso personale e professionale: ecco perché, seguendo le nostre inclinazioni ci ritroviamo a fare un lavoro invece di un altro. Qualcuno fa l’architetto, il consulente, il Direttore di Hotel, l’impiegato, oppure decide di fondare una propria impresa per lavorare autonomamente. Non siamo tutti fatti per “una vita sempre in viaggio”. Molti di noi preferiscono e si sentono decisamente più al sicuro in una routine meno emozionante ma più tranquilla.

Ho raccontato molte volte quanto la dimensione del viaggio sia importante per me e quanto mi faccia sentire bene poter visitare posti nuovi, scoprire nuove culture e aprire la mente verso esperienze nuove. Lo faccio ogni volta che mi è possibile, proprio perché l’ho resa un’attività che è parte del mio lavoro, ma che mi permette di esprimermi e di portare dentro ognuna di queste esperienze ciò che per me è fondamentale.

Non ci sono arrivato da un momento all’altro. Ma sicuramente mi sono posto delle domande durante il mio percorso di crescita. Domande che dovresti porti anche tu, anche solo per avere degli spunti di riflessione sulla vita che stai conducendo.


  1. Cosa desideri per la tua vita? Quali sono i traguardi che sogni di raggiungere? Quali sono le tue aspettative per il futuro?
  2. A che punto sei oggi? Stai lavorando sui tuoi obiettivi a breve-medio-lungo termine? Hai un piano per il prossimo anno? Per i prossimi 5 anni? O non hai alcun piano e lasci che la tua vita scorra giorno dopo giorno?
  3. Cosa ti piace della tua routine quotidiana? Quali sono le cose a cui non rinunceresti mai?
  4. Cosa ti manca nel tuo quotidiano, che senti il bisogno di inserire nella tua vita?
  5. Pensi che il tuo lavoro sia l’espressione delle tue attitudini? Pensi che ti permetta di esprimerti al meglio? Ti soddisfa quello che fai ogni giorno?

Nel mio caso, io ho analizzato le motivazioni per le quali il viaggio/vacanza è essenziale per lo stile di vita che voglio:

  • Conoscere nuove culture
  • Imparare nuove lingue
  • Confrontarmi con persone diverse ogni giorno
  • Esplorare nuovi luoghi
  • Aprirmi al mondo ed arricchire il mio bagaglio di conoscenze
  • Sentirmi bene in ogni luogo, essere “cittadino del mondo”
  • Percepire e ricevere l’energia di altre terre
  • Crescere, contribuire, donare
  • Vivere l’adrenalina che ogni viaggio mi regala in modo positivo
  • Vivere pienamente ogni istante
  • Pensare sempre al prossimo viaggio
  • Pensare di poter “tornare” e vivere nuovamente emozioni ed esperienze positive

Alberto Gava AG Coach vivere in vacanza

Penserete che è tutto molto bello e positivo, ma ovviamente fare una scelta di vita di questo tipo ha anche delle controindicazioni, come potrete immaginare.


Ci sono sempre rinunce e compromessi da mettere in conto:

  • Vivere lontano dai propri affetti
  • Avere nostalgia di quelle cose “quotidiane” spesso non considerate neanche positive, ma proprie dei tuoi luoghi
  • Bisogno di condividere le esperienze con i propri amici
  • Nostalgia del cibo
  • Nostalgia dei paesaggi
  • Vivere sempre con la valigia in mano
  • Non avere una fissa dimora
  • Cambiare costantemente abitudini
  • Alterare il proprio metabolismo
  • Usare molti mezzi per spostarsi

Perché ho voluto parlarvi anche di questi aspetti? Perché dobbiamo sempre fare i conti con chi siamo, da dove veniamo e con tutte le abitudini che ci siamo creati. Nel mio caso io ho messo sulla bilancia anche un aspetto per me importantissimo: quando rimango per lungo tempo in una città in cui i ritmi sono sempre gli stessi, cerco di crearmi delle opportunità per uscire dalla routine. Le opportunità che ho deciso di crearmi sono legate al mio lavoro e sono legate al viaggiare, ma anche in quella dimensione, mi viene naturale portare le mie sane abitudini anche in un contesto diverso da quello di “casa mia”.

L’esperienza del viaggio/vacanza è ormai una parte fondamentale del mio nuovo stile di vita, che spesso mi allontana dalle mie certezze quotidiane, ma che riesce a donarmi tantissimo, sia in termini di conoscenza che di emozione.

Coaching alberghiero

Il coaching alberghiero è il metodo che mi ha aiutato a ritrovare le mie consapevolezze e la mia direzione. Lo utilizzo per raggiungere i miei obiettivi, sia per la vita privata, che per il business.

Ti è mai capitato di vivere un periodo no? Quando tutto ti sembra pesante, hai un obiettivo ma sembra non interessarti abbastanza, la tua stessa mente riesce ad autosabotarti, con pensieri negativi che ti fanno credere che quello che stai facendo sia completamente sbagliato. Ti svegli la mattina ma non sei motivato, vai avanti ma senza una meta, le tue giornate passano ma a te sembra che tutto sia fermo.

Esistono anche questi momenti ed io ne ho appena passato uno. Se sono qui a scriverlo è perché voglio raccontarti come ne sono uscito.

Inizialmente mi sono concentrato sulle cose che mi facevano stare bene. Ho iniziato a cambiare le mie abitudini e mi sono concentrato su piccole attività quotidiane per me importanti. Ho lasciato da parte il mio obiettivo e ho cercato di pensarci il meno possibile.

Come ho fatto?

Focalizzandomi su me stesso e la mia volontà di stare bene. L’ho fatto con alcuni esercizi fisici e di respirazione; mi sono dedicato anche alla meditazione, che mi permette di essere sempre centrato. Ho iniziato a bere almeno 2,5 litri di acqua al giorno. La prima cosa che faccio quando mi sveglio, da un paio di mesi a questa parte, è dedicare tempo a me stesso. Ovviamente per fare tutto questo ho anticipato la sveglia di 1 ora quindi adesso mi sveglio alle 6.00. Prima mi prendo cura di me, poi viene tutto il resto.

Con pazienza ho ritrovato la serenità che avevo perso. Solo a questo punto ho cominciato un mio personale percorso di coaching verso i miei nuovi obiettivi.

Ho consapevolizzato che quando sei in un periodo “no” devi imparare a vivere e goderti anche quello, perché fa parte del pacchetto, le nostre emozioni non sono solo positive. Ci sono anche emozioni diverse e noi dobbiamo imparare a conviverci e soprattutto ad ascoltarle.

Nel tempo ho capito quanto sia importante imparare a stare bene, vivere con sè stessi e conoscersi profondamente per poter poi stare bene con gli altri. Ovviamente non è facile riuscirci e tenere in equilibrio tutte le aree della propria vita.

Quando ci rendiamo conto che c’è un bisogno, non va ignorato: dobbiamo lavorarci!

AG Consulenze - Coaching

In questo periodo mi sono reso conto di avere uno scompenso sulla relazione di coppia. Ecco perchè ho deciso di focalizzarmi in questa area della vita con un percorso di auto-coaching personalizzato.

Il coaching mi aiuta sempre a ritrovare il focus e tutte le consapevolezze di cui ho bisogno. Chi mi segue sa bene che ho iniziato con un percorso individuale, poi di studio e infine di certificazione, per poter inserire questa preziosa competenza nel mio business. Sono arrivato a creare un metodo studiato appositamente per il mio settore, il coaching alberghiero.

Dico sempre ai miei clienti che questo percorso è il modo migliore per arrivare al risultato desiderato: è come avere qualcuno che ti aiuta a liberare la strada da ogni ostacolo, andando verso i tuoi traguardi, personali e professionali.

E’ stato prima di tutto il beneficio che ho avuto a livello personale a convincermi dell’efficacia del percorso anche in ambito professionale. Il settore turistico, un mondo che conosco alla perfezione da oltre 20 anni, ci porta spesso a momenti in cui è difficile trovare soluzioni e ho sperimentato che grazie a questo particolare tipo di coaching alberghiero, che ho sviluppato, si ottengono ottimi risultati. Il motivo principale della sua efficacia è stata la mia lunga esperienza all’interno di strutture alberghiere anche a livello internazionale, che mi ha dato una visione di ampio respiro, con il giusto focus su ogni dettaglio.

E tu? C’è qualcosa nella tua vita che vorresti raggiungere? Qual’è la cosa più importante per te? Cosa stai vivendo?

Attraverso il percorso di coaching riuscirai ad avere consapevolezze che ti porteranno a raggiungere i tuoi obiettivi. Il coach serve a farti vedere tutte quelle cose che non hai preso in considerazione e ti aiuta a fare il tuo percorso. Non pensare che sia qualcuno che fa il lavoro per te, ma è qualcuno che renderà leggero il tuo lavoro, permettendoti di riprendere il controllo della tua vita e di viverla con la leggerezza e la spensieratezza che meriti di avere ogni giorno. Questo è il risultato del mio percorso, questo sono io…

La persona più importante sei tu!

Chi è la persona più importante per te? Ognuno di noi ha una propria scala delle priorità, che include anche le persone a noi care, i membri della nostra famiglia, il nostro amore. Ma che posizione diamo a noi stessi in questa scala? C’è solo una posizione possibile: la prima! Amare se stessi non significa essere egoisti, non possiamo rendere nessuno responsabile della nostra felicità.

Credo che ci abbiano ingannato fin da piccoli dicendoci di cercare la nostra metà da qualche parte. Noi non siamo la metà di nessuno, siamo esseri interi. Sono convinto che il percorso da fare sia quello interiore alla ricerca di una profonda serenità e felicità, che siamo in grado di crearci da soli. Una volta che abbiamo raggiunto, ascoltato, capito, il nostro io allora siamo in grado di stare con qualsiasi persona al mondo nella piena gratitudine e con l’intento di costruire rapporti sinceri.

Da alcuni mesi sono concentrato su me stesso, sul vivere il presente lasciando da parte passato e futuro. Non è facile ed è un lavoro che richiede impegno e costanza, ma che mi serve per raggiungere uno stato neutro ed essere in grado di prendere la migliore delle decisioni in ogni occasione.

Vi chiederete: cosa fai di preciso?

Il mio metodo prevede alcune affermazioni serali sulla giornata trascorsa, le faccio prima di addormentarmi, esprimendo la mia gratitudine per quello che ho vissuto, aggiungendo le riflessioni su cosa avrei potuto fare di più, di meno o diversamente. Mi concentro anche su come desidero svegliarmi il giorno dopo, pensando alla carica di energia di cui avrò bisogno, e che cerco di portare con me ogni giorno.

La sveglia suona verso le 6.00, è posizionata dall’altra parte della stanza per evitare di fare posponi ed essere subito operativo, muovere il corpo permette di attivare le cellule del nostro corpo.

Mi lavo subito i denti e bevo un bicchiere d’acqua, il primo di una serie che mi porta a bere circa 2.5 litri al giorno. Poi mi sposto nella stanza della meditazione per alcuni esercizi di respirazione e meditazione, faccio alcune posizioni di yoga e il saluto al sole. Mediamente la mia pratica dura dai 40 ai 50 minuti e mi permette di affrontare la giornata in piena centratura e focalizzato su me stesso. Dopo essermi connesso con madre terra e allineato le mie energie parto con la mia giornata richiamando in alcuni momenti le tecniche di respiro.

Ovviamente tutti i giorni sono diversi ma quello che ho creato con questa buona abitudine è dedicare prima di tutto del tempo a me stesso, ovvero alla persona più importante, perché senza di ME, non vado da nessuna parte. I benefici sono mentali e fisici, per me e anche per le persone a cui tengo, per le quali posso esserci in un modo decisamente migliore. Credo che ognuno di noi dovrebbe come prima cosa la mattina prendersi cura di se stesso. Nel tempo ho sperimentato varie tecniche e pratiche che mi permettono di evolvere ogni giorno e che vi racconterò anche in futuro.

La cosa importante è sapere sempre qual è la tua direzione e cosa fare per mantenere la rotta.

Ci tengo a dire che questo metodo funziona per me, perché rispecchia le cose che ho scoperto essere positive per la mia persona, che mi fanno stare bene e sentire in armonia con me stesso. Sono certo però che ognuno di voi potrebbe raccontarmi una routine mattutina totalmente diversa dalla mia, ma ugualmente efficace!

Che sia una corsa, un’ora di palestra prima dell’ufficio, una passeggiata rilassante in un parco, l’ascolto di un brano musicale mentre si fa colazione, una doccia fredda o qualche allenamento particolare, ognuno di noi ha la possibilità di identificare quella giusta routine che sia funzionale per rimanere in linea con la propria persona, con gli obiettivi da raggiungere, per iniziare ogni giorno alla grande.

La felicità non viene mai dal di fuori ma parte da dentro di noi: ecco perché la persona più importante sei tu!

Benessere fisico e allenamento

Cosa vuol dire sentirsi bene?

Ognuno di può dare a questa espressione il proprio significato. Per me vuol dire avere un benessere totale, che parte dalla mia forma fisica e si espande a tutte le altre attività che svolgo ogni giorno.

Nel lavoro siamo sempre sottoposti a stress e a tanti stimoli e distrazioni continue che spesso ci rendono meno produttivi. La concentrazione e la capacità di essere focalizzati veramente su ciò che facciamo dovrebbe essere una priorità. Per me lo è, e devo dire che riesco a raggiungerla solo se mantengo sane e buone abitudini, non solo alimentari, ma soprattutto di esercizio fisico. Allenare il corpo porta benessere anche alla mente e ci rende più concentrati e più performanti.

Mi piace allenarmi la mattina presto e sono sempre attratto da metodi di allenamento nuovi e diversi da integrare nella mia routine.

TacFit

AG Consulenze Alberto_Gava

Un esempio è il TacFit®, che sta per Tactical Fitness, una disciplina ancora poco conosciuta in Italia, ma già molto nota in America e nel resto del mondo. Il TacFit, derivato del più completo sistema CST (Circular Strength Training) sviluppato da Scott Sonnon e Alberto Gallazzi, è il più completo sistema di allenamento attualmente esistente. Codificato in 150 protocolli di allenamento (tra standard e speciali), è studiato per lo sviluppo della mobilità articolare, del condizionamento fisico e il recupero veloce.

I motivi per cui il TacFit è considerato come il più completo ed efficace sistema di condizionamento fisico oggi esistente sono molti, ma vi indico i 5 punti chiave per i quali l’ho scelto:

 


1 – E’ studiato: ogni movimento è frutto di un’analisi precisa della biomeccanica umana, dei processi biochimici che ne regolano il funzionamento e delle varie tecniche sviluppate negli anni.

2 – E’ per tutti: ci sono diversi gradi di difficoltà adattabili ad ogni esigenza e situazione. Per questo motivo il TacFit può essere praticato da tutti.

3 – E’ sicuro: il vostro corpo verrà spinto al limite ma senza mai superarlo evitando così inutili stress e possibili traumi muscolo/scheletrici. La tecnica di esecuzione è molto curata, perché rappresenta la chiave di un allenamento sano ed efficace.

4 – E’ efficace: raggiungerete notevoli miglioramenti del benessere fisico in poco tempo. Forza, resistenza, agilità e forma fisica.

5 – E’ divertente: ci sono oltre 150 circuiti codificati e 108 microcicli. In poche parole è possibile allenarsi 365 giorni all’anno senza mai ripetere lo stesso circuito! Questa grande varietà assicura il divertimento e soprattutto non vi annoierà mai, stimolando di volta in volta le vostre performance atletiche.


Il Tacfit è un allenamento ad alta intensità che permette di lavorare sull’intero corpo in maniera completa e in un lasso di tempo molto breve. Migliora l’agilità, la forza, la resistenza e l’equilibrio. Tutto il programma è inoltre mirato per permettere al soggetto di allenarsi in maniera costante senza arrivare al sovrallenamento, riducendo anche la probabilità di infortuni.

Io ho notato grandi risultati su di me. Ho raggiunto una forma fisica che non avevo mai ottenuto con nessun altro tipo di allenamento. Ma per quanto riguarda me, il segreto è la curiosità: cerco e testo sempre nuovi metodi di allenamento che possano integrarsi a quelli più abituali.

Bikram

Vorrei parlarvi anche del Bikram: un tipo dinamico di Yoga che si svolge in una stanza alla temperatura di circa 40 gradi. Si tratta 26 posizioni che vengono ripetute 2 volte per un totale di un’ora e mezza di seduta. Nei primi 45 minuti si lavora in piedi sulla parte fisica, nella seconda parte si lavora sul tappetino con altre posizioni dedicate alle nostre emozioni. Serve a calmare la mente grazie ad una attività fisica molto intensa. Anche l’alta temperatura è importante, per incrementare l’elasticità muscolare e per eliminare le tossine.

Calma serenità e determinazione: questo è ciò che si può ottenere grazie al bikram, che ho testato personalmente e che mi ha permesso di aumentare il livello di concentrazione, per focalizzarmi al meglio sui miei obiettivi.

Ho voluto parlarvi di queste due discipline che in questo periodo mi hanno aiutato molto nel mio percorso per condividere con voi qualcosa che ho trovato utile. Sono certo che ognuno di voi possa ricercare il proprio equilibrio in un modo personale, scegliendo l’attività che preferisce. Basta seguire il proprio istinto ed essere curiosi, senza farsi bloccare dalla paura di provare qualcosa di nuovo, che possa migliorare la propria forma fisica, il proprio benessere e di conseguenza la propria vita!

Spero di avervi dato qualche spunto e magari chissà, anche la voglia di fare nuove esperienze!

Trova la tua unicità

Cosa fa la differenza quando si è ospiti di una struttura ricettiva?

Prima di tutto la cura dei dettagli: quelle attenzioni dedicate al cliente che lo fanno sentire speciale, unico e accudito. I trend in questo ambito sono molti e spesso passano attraverso la personalizzazione dell’esperienza offerta. Lo scopo è sempre lo stesso: far percepire il senso di unicità ai propri ospiti.

Ma cosa ci rende unici?

L’unicità è un concetto fondamentale per me ed è, o meglio dovrebbe essere, il punto di partenza per ognuno di noi! Perché se impariamo a capire che noi andiamo bene così come siamo, sarà molto più rapido il percorso verso l’unicità che ci sembra così difficile da trovare. Siamo unici in tanti aspetti, ma c’è un lavoro da fare per capirlo o ri-scoprirlo: un’attività che non si esaurisce in un esercizio. Si parte sempre da sessioni di coaching, per poi individuare un percorso che iniziamo e portiamo avanti durante tutta la nostra vita.

Una volta fatto un lavoro sulla propria unicità, possibilmente guidati da un coach professionista, è il momento di chiedersi:

Cosa rende unica la mia struttura?

Gli aspetti da valutare sono tantissimi, uno su tutti riguarda gli standard di qualità: capire se ciò che offriamo è adeguato al livello richiesto dalla categoria a cui apparteniamo. Troppo spesso notiamo dei livelli di servizio inadeguati alla struttura che ci ospita. Una scelta premiante per il gestore illuminato di un hotel, per distinguersi, è cercare di migliorare quello che dovrebbe essere lo standard di servizio atteso, per rendere di livello superiore l’esperienza offerta ai propri ospiti.

Oggi voglio darti solo alcuni spunti di riflessione sugli step fondamentali da fare per lavorare sull’unicità e spero davvero che ti siano utili:


  1. Il primo passo da compiere è capire quali sono i tratti distintivi che ci rendono unici come individui, perché ciò che siamo lo riportiamo sempre, sebbene in misura diversa, sulla nostra attività lavorativa.
  2. Cerca sempre di individuare gli aspetti che rendono unica la tua struttura, per valorizzarli! Un buon inizio potrebbe essere l’analisi dei feedback dei clienti.
  3. Gli standard sono il termometro della tua struttura: averli e farli rispettare ti permetterà di intervenire velocemente, non solo per migliorare costantemente, ma anche per risolvere i problemi quotidiani.

Come coach professionista ho tanti esercizi pratici e attività da suggerirti per svolgere questo difficile compito, ma soprattutto per iniziare un percorso che ti porterà al cambiamento che sogni!

Ti suggerisco un primo esercizio che può darti un piccolo assaggio del lavoro che potremmo fare insieme. Sono tanti gli aspetti su cui si può lavorare con un coach, ma la presenza è necessaria e fondamentale per il buon esito dell’esercizio. Anche se questo è un semplice articolo, vorrei riuscire comunque a darti qualcosa di pratico da testare, per avvicinarti un minimo al mondo di cui stiamo parlando: l’unconventional coaching.

Sei sicuro di vivere realmente la vita che vuoi?

Ti chiedo quindi di provare a rispondere a qualche domanda. Sarà un modo per tirare fuori alcune consapevolezze che non sempre sono chiare. Non dovrai mostrare né a me né a nessun altro le risposte che darai a queste domande. Resterà una cosa personale e privata. Lo scopo di questo esercizio è farti prendere realmente consapevolezza di quello che vuoi. Quindi rispondi con la massima sincerità.


  • Cosa vuoi esattamente dalla vita? – (Descrivi dettagliatamente i tuoi desideri e sogni indicando anche quali risultati economici vorresti ottenere)
  • Se la tua vita fosse proprio come la desideri, come sarebbe? (Descrivi lo stile di vita che vorresti raggiungere, le esperienze e i viaggi che vorresti fare con tuoi cari, i risultati che vorresti ottenere sul lavoro…chiudi gli occhi e immagina tutto questo)
  • Cosa vuoi creare per te stesso e per gli altri? (Immagina il futuro che vorresti essere in grado di offrire alla tua famiglia, ai tuoi dipendenti e collaboratori, ai tuoi cari…)
  • Quali sono i principali problemi che ti impediscono di ottenere quello che vuoi? (Descrivi dettagliatamente i problemi che in questo momento reputi insormontabili…)

Queste poche domande sono un piccolo primo passo, ma sono certo che ti abbiano già dato una consapevolezza diversa da prima che iniziassi a leggere questo articolo. Il messaggio che io voglio darti è: credi sempre in te stesso e nelle tue potenzialità. Tu sei unico e puoi dimostrarlo ogni giorno, facendo un passo alla volta nella direzione giusta per te, per il tuo business e per la tua vita!

Trovo che ognuno di noi lo debba a sé stesso. Sarebbe un peccato non sfruttare tutte le potenzialità che abbiamo. Purtroppo in tanti momenti della mia vita mi sono reso conto di non farlo. Una volta capito come fare, ho sentito e continuo a sentire ogni giorno il bisogno e la voglia di migliorarmi. La crescita personale ci può dare grandi soddisfazioni ed è capace di farci raggiungere risultati impensabili.

Se vuoi approfondire il discorso sono a tua disposizione, quindi sentiti libero di lasciarmi un commento o di scrivermi!

Unconventional Coaching

L’importanza del coaching…

Oggi si parla tantissimo di coaching, un’attività che negli ultimi anni è sicuramente cresciuta notevolmente. Ma, nonostante sia diventato “di moda” parlarne, quanti di voi sanno veramente in che cosa consista? Quali sono le differenze tra il tradizionale e l’unconventional coaching?

Prima di tutto è fondamentale entrare nel merito del ruolo svolto dal coach, un professionista che, con metodi che possono essere diversi, ti accompagna in un percorso di crescita personale e/o professionale.

Qualunque sia la motivazione che può spingerci a decidere di affrontare un percorso di coaching, è importante capire a quale tipo di professionista affidarsi. La scelta del coach è sicuramente una delle decisioni più importanti da prendere, e  può influire notevolmente sul buon esito del percorso.

Il coach deve essere una persona di cui fidarsi e soprattutto a cui dobbiamo affidare noi stessi, i nostri desideri di cambiamento e i nostri obiettivi. Il lavoro poi sarà nostro, ma è fondamentale che il coach che abbiamo scelto, ci faccia sentire a nostro agio.

Perchè scegliere l’unconventional coaching?

Per quanto riguarda me, la scelta è stata anche legata alla metodologia, infatti ho scelto di seguire un percorso di “Unconventional Coaching”. Vi chiederete in cosa sia diverso, ma prima di spiegarlo, credo sia importante chiarire meglio come funziona il coaching tradizionale. Si parte da un punto A per raggiungere un punto B, si tratta di un lavoro su una linea orizzontale finalizzato al raggiungimento di obiettivi, che avviene grazie a un percorso che ti porta a focalizzarti soprattutto sul risultato.

L’unconventional coaching lavora in modo verticale e ti fa focalizzare prima di tutto sulla tua persona e la tua unicità, per poi identificare i tuoi obiettivi e la strada da seguire per raggiungerli.

Il coach ti accompagna in un percorso tuo, senza importi i propri schemi, ma aiutandoti a trovare e definire i tuoi. L’unconventional coaching è utilissimo per semplificare e ottimizzare il tempo di manager e imprenditori. Oggi sono sempre più i sovraccarichi di operatività che non riescono a delegare, in modo che possano impiegare meglio le ore a disposizione nella giornata lavorativa, per sviluppare ulteriormente il proprio business.

Quanto è utile il tempo per te stesso?

Questa domanda mi ha spinto a iniziare a lavorare su me stesso, seguendo questo metodo, per poi portarlo all’interno del mio settore di competenza. Il metodo che io propongo è l’Unconventional Coaching Alberghiero. Una modalità operativa che deriva prima di tutto dal lavoro sulla persona, poi, da uno step successivo dedicato alla valorizzazione dell’unicità della struttura turistica, per identificare prima gli obiettivi e poi la direzione corretta per raggiungerli in breve tempo. La naturale conseguenza è avere più tempo per se stessi.

Oggi viviamo con l’urgenza di dover fare tutto in fretta, spesso non riuscendo a dare il massimo. Questo può farci sentire inadeguati, ci fa percepire il disagio di non dare il meglio in ogni occasione. Lo so perché è capitato anche a me e mi sono sentito così, quindi, adesso che ho fatto il mio percorso e sviluppato i miei metodi operativi, sento il desiderio di condividerli con voi.

Se siete curiosi e vi va di approfondire alcuni argomenti, o semplicemente avete delle domande sulla mia attività o sul mio metodo, scrivetemi o (inserire mail di contatto o link al form di contatto del sito)

Sarò felice di dedicarvi il mio tempo